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Hotel Pagina adibita ad ospitare gli amici che volessero soggiornarvi con i loro scritti e comunicazioni, senza alcuna censura Tangendo terzopolisti Il manettaro Travaglio, che rimane un destro spurio prestato ai sinistri, ha una sua lugubre coerenza nell'insistere con le liste di proscrizione, un filino menoliberali di quelle di prescrizione, ugualmente micidiali per la casta dei maganaccioni, che al momento gode del commissariamento divino imposto da San Napo.La cosidetta 'questione morale' ormai è più pelosa di uno yeti e altrettanto leggendaria .Il cardinal Tarcisio Bertone, piu roccioso del suo omonimo Burgnich, avrebbe magari da ridire sul 'buon cattolico' Casini, ma sepolcreggia da imbiancato, pago di non vedere minacciato l'ottopermille, al pari dell'amico-nemico Bagnasco .Quandto al laicone Fini, egli è ormai di là da ogni vergogna e non si perita di sommozzare anche stando a galla nel pattume.Come italioti, ci meritiamo la serie di van da cui siamo perseguitati, dal 'vanfan...' di Van Rumpuy, l'assassino rumoroso delle soìvranità nazionali secondo Farage, al pulmino del botolo momtecarlino.Ragazzi, Natale si avvicina:trangugiamoci l'ICI con l'uvetta e acconciamoci a recitare la parte dei magi recanti i doni al Bambinello Monti! Gian Maria Mischiati * Edoardo Argentino suggerisce alcune parole di saggezza per il nuovo anno , non sue pur essendo un abile scrittore, ma di una grande personalità del secolo appena passato. "Per non dimenticare la bellezza della vita ....." Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia,la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno . Dietro ad ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza. Dietro ad ogni successo c'è un altra delusione . Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite. Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te . Fai in modo che invece di compassione ti portino rispetto . Quando a causa degli anni non poitrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare usa il bastone. Però non trattenerti mai ! Madre Tersa di Calcutta * Campagna acquisti alla rovescia Stabilito che non si morirà per Caliendo (Danzica era una faccenda più seria), è pur vero che qui l'affare s'ingrossa . Prima ci hanno raccontato che i finiani sarebbero stati meno di quattro amici al bar di paoliana memoria, ma, se va avanti così ,c'è il rischio che tracimino in breve dalla pur capiente buvette di Montecarlo, pardon, di Montecitorio.Oggi, una brava ragazza pidiellina, figlia della vittima-simbolo dei togaccioni ambrosiani, la Chiara Moroni, ha saltato il fosso per andare con l'uomo sognato dalle donne italiane per la scappatella ideale (se si vuole prestar fede all'ennesimo sondaggio balengo), quel Fini che già ha irretito la campionessa del femminismo in salsa islamica moderata, indubbiamente la coraggiosa Souad Sbai.Si favoleggiava di un Rutelli pronto all'ingaggio nello squadrone filogovernativo, sempre più simile al disastroso Milan puntualmente in ritardo sul mercato risapetto alle tradizionali antagoniste (non è detto sarebbe stato un acquisto da urlo: un madonnino pellegrino abbonato alle transumanze in cambio di un voltagabbana sesquipedale), ma pare che ormai il principe consorte della Palombella abbia deciso di fare lingua in bocca con la nidiata dei neobalenotteri più casinisti, in attesa del superattendista Montezufolo, insieme allo stesso Fini e al governatore siculo Lombardo, gran visir di quel MPA che sarebbe dovuto essere speculare alla Lega in terra d'Ausonia. Il fatto più grave della giornata è però la fuitina della Moroni, che ha seppellito un garantismo che pareva adamantino sotto una dichiarazione aghiacciante nella sua banalità: che il garantismo stesso non deve essere confuso con il giustificazionismo ad ogni costo.Complimenti, cara Chiara, colta anche tu dalla sindrome di Bobo, tipica dei rampolli smidollati incapaci di elaborare il lutto per eventuali mancanze genitoriali senza buttarsi fra le braccia dei carnefici della giustizia, bravi a fare i Saint-just sulla pelle degli altri.Sei riuscita ad infliggere un colpo ferocissimo da manipulitista a scoppio ritardato allo schieramento che ti aveva permesso di fare politica anche a nome di un padre assassinatao.Con tutto il rispetto, i Villari e le m Melchiorre, possibili ma non ancor certi transfughi dall'altra parte, non compenseranno la tua defezione. Giovanni Maria Mischiati
* Evita Peron, un mito che dura da oltre 50 anni
Il 26 luglio del 1952 moriva Evita Peron, la donna straordinaria che accese le speranze dei poveri di tutto il continente sudamericano. "Ho solo un' ambizione personale, che il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Peròn, di me si dica questo: c'era,al fianco di Peròn, una donna che si era dedicata a tresmettere le speranze del popolo.Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiamava con amore: Evita!" "...non avevano fatto i conti con il popolo. Non avevano mai pensato al popolo;mai avevano immaginato che un giorno il popolo avrebbe potuto, da solo, realizzare le proprie aspirazioni e decidere il proprio destino" Sempre a fianco del marito ,Evita sostenne Peròn nella sua lotta "Tercera Posicion",significativamente in opposizione al capitalismo imperialista e al totalitarismo marxista."L'obiettivo fondamentale del Giustizialismo in relazione al movimento operaio è quello di far scomparire la lotta di classe sostituendola con la cooperazione tra capitale e lavoro" Se gli americani avessero compreso questa grande rivoluzione, non vi sarebbe stato spazio per Fidel Castro e per Che Guevara! Chi lotta per il proprio popolo vive per sempre nel cuore della gente . "C'è una sola cosa che possiedo e che vale, la tengo nel cuore, mi scalda l'anima, è presente nelle mie membra e arde nei miei nervi: è l'amore che il popolo ha per me" Questa donna straordinaria non regalava mimose, ma realizzaqva una rivoluzione quotidiana, restituendo ai bisognosi dignità, lavoro ed il minimo vitale per sopravvivere, la festa dell'8 marzo dovrebbe avere come immagine Evita, per comprendere quanto possa fare la donna per un intera nazione" Sandro Dalmastro delle Vedove
A Ragusa un convegno e una mostra di documenti e cimeli per ricordare, celebraree studiare la figura di un siciliano di levatura intellettuale, morale e politica superiore.
Catania: "Si dedichi il 2010 allo statista Angelo Majorana" La proposta nel centenario della scomparsa, è dell'on Nello Musumeci . Promosso dal distretto Rotary "Sicilia-Malta" e dalle facoltà di Giurisprudenza di Messina e Catania, si è svolto a Ragusa Ibla il convegno "Angelo Majorana- giurista, statista, politico- nel centenario della scomparsa". Un secolo fa (9 febbraio 1910) moriva a Catania il ministro del Tesoro del 3°governo Giolitti, Angelo Majorana, stroncato a 44 anni a causa di una nefrite: una figura prodigiosa e luminosa, artefice della legge su "la conversione della rendita" che realizzò il risanamento del bilancio dello Stato. Majorana, che aveva concluso gli studi liceali a 12 ani, quelli universitari a 16 e aveva vinto la cattedra di Diritto Costituzionale contemporaneamente a Catania e Messina (optando per l'Università di Catania di cui fu rettore a 25 anni) irruppe nell'agone politico nel 1987, deputato del collegio di Nicosia. Chiamato al governo (sottosegretario alle Finanaze) nel 2° governo Giolitti, viene nominato ministro nello stesso dicastero nei governi Tittoni e Fotis 1° e poi ministro del Tesoro nel Giolitti 3°. Motivano la scelta Ibla una serie di significative "congiunture": Ragusa è sede del consorzio universitario in cui si collegano le università di Messina e Catania e a Ibla si trovano i documenti, cimeli e carteggi del nostro. Dopo i rituali cenni di saluto (on. Franco Antoci, presidente della Provincia, assessore Tasca per il Comune di Ragusa e i rappresentanti delle facoltà di Messina e Catania), l'interventodel prof . Luigi Lacchè ha subito collocato il convegno sui livelli postulati per celebrare un personaggio di tale levatura ,inquadrando le intemperie ambientali e culturali del periodo, nel quale emersero personalità di valore assoluto come Vittorio Emanuele Orlando, Giorgio Arcoleo, Arangio Ruiz : un contesto stimolante di menti feraci che coltivarono interessi vasti e poliedrici. La vasta cultura umanistica, che portò il nostro ad approfondirsi nel campo delle scienze naturali e sociali (Darwin, Spencer, Heckel) e a produrre una pubblicistica varia, ha dato argomenti al prof. Migliorino per aggiungere altre tessere al mosaico che compone la figura d Angelo Majorana. Giacomo Pace Gravina, storico del diritto dell'Università di Messin, ha illustarato i tratti salienti delle linee di sviluppo del diritto pubblico del tempo, collegato alle costituzioni del 1812 e del 1848, ma anche il particolare tessuto e contesto familiare dal quale Angelo Majorana attinse. Pace Gravina ha cercato di mettere in luce tutto il lavoro e l'impegno serio che sta a monte di attività e risultati tanto eclatanti : speso l'iperbolico, il quasi impossibile determina la sottovalutazione finale di fatti e figure di prima grandezza e di valore assuluto. Epicarmo Corbino rese a suo temèpo testimonianza commossa del provvedimento "la conversione della rendita": pensata ed elaborata da Angelo con i fratelli Giuseppe(deputato e docente di Economia Politica e Statistica) e Dante (docente di Diritto Amministrativo), portata alla Camera fu prontamente approvata e portata alla firma del Re in appena 6 ore: un episodio talmente stupefacente da glissarne l'altrettanto stupefacente risultato (il risanamento del bilancio dello Stato!). Sulla cutura giuridica e le dinastie di giuristi è tornato con altra angolatura ("cultura giuridica e strategie familiari in Sicilia tra Ottocento e Novecento"), Antonio Cappuccio. Si pensa di pubblicare gli atti del convegno, primo importante momento per l'avvio di una seria ricerca e di approfondimento, sul piano scientifico, della figura e dell'opera di Angelo Majorana. A chiusura dei lavori è stata inaugurata l'interessante ed inedita mostra fotografica e documentaria (libri, oggetti personali, lettere e foto di illustri uomini politici e insigni giuristi del passato, manifesti elettorali ed onorificenze) che rimarrà aperta alcuni giorni . Carlo Majorana Gravina
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Un GIORNO DELLA MEMORIA al mese per non essere delle future vitttime . 2010: il GIORNO DELLA MEMORIA la ritengo un'azione per dimenticare e non per ricordare , evitando così di trasformarci nelle future vittime .Mi spiego:solo una volta l'anno arriva con grande dispiegamento di mezzi di comunicazione il ricordo dell'olocausto degli Ebrei senza, tra l'altro, che sottolineare abbastanza il fatto che tutte le nazioni di allora avevano rifiutato di accoglierli in massa.Un simile GIORNO DELLA MEMORIA mi disturba perchè è a senso unico , trasforma i martiri in morti di serie A e morti di serie B .I morti di serie A sono gli ebrei e i morti di serie B sono quelli spariti dalla memoria collettiva .Ecco un sintetico drammatico elenco dei milioni di martiri dimenticati :
Perchè tutti questi milioni di martiri non hanno diritto di essere ricordati ? Hanno il diritto di essere ricordati sia perchè la loro morte e le loro sofferenze hanno un loro valore che non deve essere dimenticato e sia perchè per essere civili e non diventare le future vittime è indispensabile AVERE UNA MEMORIA. Per evitare il ripetersi di simili dolori e di iscrivere nel libro dei morti altri martiri, come cittadini abbiamo il diritto/dovere di chiedere all'ONU, a tutte le nazioni ivi rappresentate, di individuare un GIORNO DELLA MEMORIA per ogni mese .In parole povere, attivare un sistema informativo continuo ma non assillante per ripercorrere la storia di una popolazione che ha sofferto o è stata trucidata o è sfruttata in campi di lavoro (gulag, lager, laogai ecc) .Un giorno da vivere per far capire ai giovani, che sono il nostro futuro, come l'essere umano sia capace in qualsiasi momento e con qualsiasi giustificazione di farsi del male, sia direttamente uccidendo o torturando, sia dimenticando che una demografia priva di controllo porta a una sovrappopolazione rispetto alle risorse di un territorio diventando fautrice di altre guerre, altri massacri. Un giorno da vivere per far capire a chi è eletto a rappresentare i cittadini, che le risorse vanno distribuite e che i consumi vanno moderati anche come gesto quotidiano di 'memoria' per chi non ha nulla da consumare, altrimenti il passato ritorna rapidamente e sul libro dei morti scriveremo i nomi di altri massacri e di altri martiri. Un GIORNO DELLA MEMORIA una volta ogni 30 giorni : per contrastare efficacemente chi vuol comandare per appropriarsi in modo violento dei beni comuni . per contrastare chi intende appropriarsi dei beni comuni facendo appisolare il senso civico e morale nei cittadini . Uno schermo asettico, dove alle guerre vere seguono film ugualmente violenti, tolgono allo spettatore lo sedegno e la repulsione. Le guerre, la violenza, la fame le stragi sulle strade.......ormai non fanno più né caldo nè freddo a nessuno perchè sono immagini trasmesse asetticamente alla televisione, al cinema, in internet. La televisione, il cinema, internet contribuiscono a ridurre alla normalità anche le cose più bestiali e diventano uno dei grossi problemi della nostra società, del nostro futuro. Schermi e organizzazioni di comunicazione forniscono erroneamente una platea ai deliquenti e agli assassini, trasformandoli in attori pagati profumatamente.Il GIORNO DELLA MEMORIA da vivere anche per riportare alla realtà chi gestisce l'informazione, invitandolo a cambiare il sistema : evitando di gratificare le persone attratte e affascinate da malattie , funerali, morte, scontri violenti tra persone e attivando comunicazioni che arrichiscono il bagaglio culturale del cittadino.A titolo personale, quale cittadino sovrano come previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana, ritengo mio diritto/dovere chiedere l'attivazione del GIORNO DELLA MEMORIA una volta ogni 30 giorni, confidando che altri concittadini facciano propria la richiesta e la rilancino coinvolgendo tanti altri.C'è bisogno di te .attivati inviando richieste per l'attivazione del GIORNO DELLA MEMORIA una volta ogni 30 giorni. Pier Luigi Ciolli -Firenze, 2 febbraio 2010 * Firenze: parole ed emozioni per il Premio Galileo 2000 Fra i sepolcri dei grandi d'Italia nella trecentesca basilica di S.Croce e nella Bibliotaca Nazioale Centrale tra i preziosi volumi patrimono culturale del Paese; durante la premiazione impreziosito da quadri realizzati con fasci di luce studiati e preparati in digitale per dare l'impressione di essere tridimensionalmente proiettati verso il cielo,che ricorda Galileo, e come ha ricordato il presidente del Premio, Avv.Alfonso de Virgiliis,"guardiamo con lo stesspo stupore di Galileo alla scienza all'arte e alla religione, tre momenti di uno stesso percorso che si congiungono con l'universo; quando Galileo nasceva storicamente Michelangelo moriva; i valori del tempo e dell'eternità hanno incoronato gli ideali del nostro premio.La storia non muore ed è questo che ci consente di proseguire il nostro cammino verso l'immortalità".La serata ha seguito un programma ideologico, suddiviso in tre parti simboliche : dubbio, ricerca, ansia della verità e della conoscenza, sintesi è"la verità e la conoscenza", corrispondenti a tre zone fisiche del grande complesso monumentale interessato alla manifestazione, che comprende la grande Biblioteca Nazionale, il chiostro del Brunelleschi e la basilica di S.Croce. Nella Biblioteca Nazionale, che è la più imporatnte biblioteca italiana, sistemata nel 1935 in un grande edificio eclettico, dal 1885 riceve una copia di ogni pubblicazione stampata in Italia. In questa sede, un percorso teatrale ha attraversato i luoghi più significativi della biblioteca con la partecipazione di circa 60 attori, ballerini e musicisti; gli ospiti passavano per la sala di distribuzione, la Torre libraria ascoltando la letura dei brani di Sidereus Nuncius e visionando per l'occasione un 'esposizione emozionante di opere autografe di Galileo Galilei. Dalla Biblioteca si approda alla balconata superiore del chiostro del Brunelleschi, atrezzato con alcuni telescopi funzionanti puntati sulla Luna e su Giove. Nel giradino del chiostro di Arnolfo uno spettacolare balletto allegorico con 7 ballerini ha dato vita al "Concilio dei pianeti": una coreografia ispirata ai movimenti dei pianeti. Ottocentoventi invitati giunti da tutte le parti: Paolo Bonaiuti Sottosgretario alla presidenza del Consiglio, il presidente dell'Opera di S.Croce Stefania Fuscagni , la direttrice della bilblioteca Ida Fontana ed altri .Tra i riconoscimenti della serata per il tema fede è andato al Card.Renato M. Martino, Presidente del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace; per la scienza all'astrofisico tedesco R. Genzel . Premiati il grande M° Sejji Ozawa, il ballerino spagnolo Angel Corella, la giovane soprano Paola Leggeri, il Sindaco dell'Aquila, un premio cha arriva come messaggio di solidarietà per le terre d'Abruzzo devastate dal terremoto.La serata culmina di enfasi religiosa nel dialogo a tre voci "Dialogo fra arte ,scienza e religione" scritto da Marco Giorgetti, direttore artistico del T.della Pergola di Firenze .Il Rettore Marcantonio rappresenta S.Agostino , la religione, leggendo alcuni brani, su donna e uomo, l'albero della scienza che non fu l'albero della vita ; ma tutto compresi e tutto tracciai con il mio genio ? Cos'è l'eternità ? Questa sete di conoscenza mai estinta.In questa dimensione si inserisce il momento teatrale e poetico di Roberto Benigni "la scienza da sola è come Polifemo-ha detto l'artista-cioè un colosso con un occhio solo .La scienza ha dalla sua il futuro, ma l'arte ha l'eternità". E nella serata della scienza, con Galileo e Michelangelo protagonisti dell'incanto di Snata Croce, Benigni ha recitato una poesia di Michelangelo ,"rapito dall'amore, stupito dal fatto che il sentimento irrazionale stravolgesse il suo essere, la sua coscienza". Serata tra la proiezione verso l'eternità, l'interiorità un 'alchimia magica che ha fatto viaggiare tutti gli spettatori verso l'arte e la cultura, dove aleggiando lo spirtito di Goethe si sentiva la sua voce: "gli scienziati e gli artisti, consacrano la propria vita alla scienza e all'arte, ma chi non sa l'arte e scienza , sappia aleno di religone". Lella Battiato - Catania gennaio 2010
* Onore a Corvo Bianco Almeno salutiamolo per l'ultima volta, il caro ubriacone Boris Nikolajvic Eltsin ,abbattuto da un infarto a settantasette anni. 77 come le gambe delle donne ,che aprezzava alla maniera rustica dei mugiki, visto che una volta in pubblico pizzicò addirittura una polposa ministra (ve l'immaginate Borborigma in analoga situazione con la Melandri? Come minimo la Fata Turchina darebbe la stura ad un ruscelletto di lacrime).Per i comunisti, se credessero al diavolo -e magari è così dopo tutti i rivolgimenti che li hanno condotti fin dentro alla casa democristiana -, il deceduto Zar della Russia dimezzata doveva essere l'incarnazione del signore delle tenebre ,a causa della distruzione del 'paradiso' sovietico. Proprio per l'interdetto dei 'compagni' occidentali , Eltsin è sempre stato considerato in subordine all'imbelle Gorbaciov, cui fu invece accreditata la grandezza del politico di razza. Ma questi sono i misteri nemmanco tanto misteriosi della Storia, una gran baldracca sempre pronta a saltare sul carro del vincitore ,anche se si tratta chiaramente di uno sconfitto.Come uomo ,Corvo Bianco era prorompente, un magnifico demagogo e un teppista della perestrojka. L'apice lo raggiunse nell'agosto del 1991, issato dalla folla moscovita su un carrarmato golpista già arrestato dalla forza degli eventi .Sarebbe potuto essere un grande della Terra, ma a certi uomini accade di bruciare in un attimo tutte le proprie potenzialità: tuttavia, quell'attimo lo ha consegnato alla baldracca di cui sopra e alla nostra riconoscenza.Gli errori che non gli potremo (forse) mai perdonare , la Cecenia e Putin. Ma al primo era costretto dalla propria natura' troppo russa', come la definì un intenditore quale Solgenicyn, e il secondo sa tanto di scommessa persa: se un ingegnere minerario , funzionario di seconda fila , non fervente marxista , era riuscito a prendere in mano la Russia e a condurla verso una balbettante democrazia (settant'anni e passa di comunismo mica erano bruscolini), perchè il gioco non sarebbe potuto essere completato da un'oscuro kaghebeista disinteressato alle questioni ideologiche? Be', ad ogni buon conto, eccoci qui a versare più di un goccio di vodka sulla tomba del vecchio Boris. Speriamo che dall'altra parte ci sia qualche angelessa polposa :anche se sto Occidente bastardo fa finta di nulla ,ti deve qualcosa di più della pubblicità di una pizza !Ti deve l'emozione irripetibile di quell'agosto sul carrarmato soggiogato ! Giovanni Maria Mischiati- 24 aprile 2007
Forum sulla modifica dell'Art.1 della Costituzione Non è corretto in linea di principio ed ha ricadute paralizzanti, il fatto che la repubblica italiana non abbia il suo fondamento costituzionale sulla libertà . La libertà è la condizione essenziale per garantire e promuovere le capacità di ogni cittadino nella sua multiforme identità, per stimolare l'utilzzo delle energie umane potenziali, per attivare la mobilità sociale, per moltiplicare le opportunità economiche. Nel 1947, alla Costituente, non venne accettata la proposta assai lungimirante di repubblicani e liberali, di Ugo La Malfa e Gaetano Martino .La loro formula - L'Italia è una repubblica democratica fondata sui diritti di libertà e sui diritti del lavoro -è la formula da cui partire per mobilitarsi a sostegno di un tentativo realistico di modifica costituzionale. Raffaello Morelli ,Presidente FdL- 2 Aprile 2007 ********** 10 Febbraio giornata del ricordo Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani, bamabini lasciati morire nel buio di una foiba, sepelliti vivi tra i morti. Perchè si risparmiassero le pallottole . Ricordo maestri,preti,soldati operai ,studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole,in strada, in chiesa,in casa propria .Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi ,rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. Ricordo quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato in territorio "extranazionale" e mai neanche processati . Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell'Istria ,della Dalmazia .Costretti ad abbandonare le proprie case le proprie terre ,i propri ricordi radicati nei secoli . Ricordo le migliaia di persone scomparse nel nulla che l'Italia , l'Europa ,il mondo intero hanno fatto finta di dimenticare . Ricordo il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice della scuola pubblica italiana, perchè le giovani generazioni non sapessero ,perchè non ricordassero. il 10 febbraio di ogni anno nella "Giornata del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale" io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento a questi figli d'Italia troppo a lungo dimenticati . Io ricordo e tu? Giuseppe Garro ,Siracusa 10 febbraio 2007 *
Tre Torri a Los Angeles (Simon Rodia e il genio italiano) Pochi conoscono le Torri che hanno il nome di Watts Towers e che si trovano nella periferia di Los Angeles. Sono gigantesche strutture costruite in ferro e cemento decorate in terracotta di vari colori che un italiano, Sabato (detto Simon)Rodia ,costruì da solo fra il 1921 e il 1954 e che sono divenute centro di attenzione di studiosi e turisti al punto di essere state dichiarate monumenti di importanza nazionale dalla Città di Los Angeles . Rodia nasceva nel 1879 a Rodino in provincia di Avellino e da giovinetto emigrò negli U.S.A. stabilendosi poi nella parte di Los Angeles chiamata Watts .Come passatempo da solo nel 1921 cominciò a costruire le torri come mezzo per raggiungere "la vera libertà, la libertà dello spirito e dell'anima" .Rodia era un operaio senza un' educazione scolastica ,ma il suo genio fu capace di produrre capolavori della qualità di quelli costruiti da Gaudì a Barcellona, e probabilmente Rodia non conosceva Gaudì. L'illetterato Rodia è ora oggetto di studio nelle più celebri Facoltà di architettura americane. Il genio italiano non cessa mai di sorprendere. Attorno alle Watts Towers non solo è sorto un museo dedicato a Rodia , ma si sono ritrovati amanti della musica di varia provenienza ,latini, tedeschi, italiani, cinesi, africani e ne è nato il Rodia Watts Towers Jazz Festival e il Festival degli strumenti a percussione. Sono due eventi annuali che si svolgono all'insegna della integrazione delle culture e della pace che esistono perchè le Torri di Rodia affascinano e rendono la gente disponibile al colloquio, e allo stare assieme. Lo scorso aprile il Sindaco di Rodino e quello di Los Angeles si sono incontrati sotto le Torri a celebrarle. Rodino sta ora atrezzandosi per valorizzare il compaesano che se ne allontanò nel 1910. Così come Meucci lasciava Firenze ed è oggi celebrato dopo una vita spesa negli Stati Uniti, Rodia divenne un genio da celebrare anche in Patria. In comune i due personaggi hanno il fatto che hanno lavorato da soli ,mostrando creatività individuale straordinaria. Il paese delle opportunità li ha favoriti, forse in patria non si sarebbero espressi a fondo, ma a questo punto è l'ora di celebrarli in Italia. Federico Frediani Istituto Italiano di cultura a Los Angeles |